CHI SIAMO

Il MoviSat, Movimento per la Salute, l'Ambiente e il
Territorio è un Coordinamento spontaneo di cittadini, apartitico e trasversale, unito dalla voglia di partecipare ed essere informato sulle scelte che influiscono sul nostro territorio. Nasce nel febbraio 2007 dalla volontà di numerosi cittadini per opporsi alla proposta di un insediamento commerciale a Migliarino, detto "Parco Commerciale San Rossore", più comunemente noto come "progetto IKEA". Il MoviSAT vuole essere un'opportunità per rimettere in discussione il nostro futuro e costruire un'alternativa culturale basata sulla PARTECIPAZIONE diretta dei cittadini.
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19 dicembre 2009

L'ACQUA E' DEL SINDACO


Come Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua abbiamo predisposto alcune proposte per poter dare inizio ad un percorso di ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato a partire dagli Enti Locali più vicini al cittadino, cioè i Comuni, anche alla luce della recente approvazione dell’art. 15 del decreto 135/09.
Pertanto di seguito si trovano:

una proposta di delibera comunale d’iniziativa popolare, per la quale si devono raccogliere le firme e presentarle al Comune affinchè venga discussa. Per chiunque volesse intraprendere questo percorso è necessario prendere visione dello Statuto Comunale e richiedere informazioni alla segreteria del Comune per conoscere quali sono le modalità con cui viene disciplinata la materia.

una proposta di delibera comunale "tipo", ovviamente modificabile e adattabile alle esigenze locali. Tale proposta può essere direttamente promossa dalla Giunta Comunale o dal Consiglio Comunale o da un Consigliere comunale.

una proposta di modifica/integrazione dello Statuto Comunale. Tale proposta dovrà raggiungere una maggioranza pari ai 2/3 del Consiglio Comunale.

Inoltre è stato definito un possibile percorso di ripubblicizzazione del SII alla luce dell’approvazione dell’art. 15 Dl 135/09.

Leggi il parere della Corte dei Conti (Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia) in merito all’ambito di applicazione dell’art. 23bis, Legge 6 agosto 2008, n. 133: "[...] non è possibile individuare a priori, in maniera definita e statica, una categoria di servizi pubblici a rilevanza economica, che va, invece, effettuata di volta in volta, con riferimento al singolo servizio da espletare, da parte dell’ente stesso [...]"

L’elenco delle delibere approvate e in fase di discussione

La Regione Puglia ripubblicizza l’Acquedotto Pugliese

Per approfondimenti cliccare qui

Campagna nazionale "SALVA L’ACQUA"
Campagna del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua contro l’art. 15 del decreto Ronchi (dl 135/09)

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ACQUA: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE


DI FRANCESCO GESUALDI (CNMS)


Mentre Giulio Tremonti dava lezione all’università di Shangai e stupiva i capi del partito comunista cinese con le sue bordate contro il mercatismo e lo strapotere bancario, a Roma il Parlamento italiano, sotto ricatto dell’ennesima fiducia posta dal governo di cui Tremonti è ministro, approvava il cosiddetto decreto Ronchi che fissa un altro pesante paletto sulla strada della privatizzazione dell’acqua. Un decreto di difficile lettura, zeppo com’è di rimandi a leggi precedenti e di vocaboli astrusi, incomprensibili perfino ai parlamentari che l’hanno votato. L’unica cosa certa gli scopi: da una parte mettere in riga i comuni che si ostinano a gestire l’acqua tramite società a totale capitale proprio, dall’altra assicurare alle imprese private margini d’affari più ampi.
Il tutto tramite due provvedimenti chiave: decadenza al dicembre 2011 di ogni contratto di affidamento stipulato con società formate al 100% da capitale pubblico, a meno che non cedano il 40% del loro capitale; decadimento al dicembre 2012 di ogni contratto di affidamento stipulato con società miste, pubblico-privato, quotate in borsa, a meno che la quota di capitale pubblico non scenda sotto il 30%. “Basta con situazioni in cui ogni comune fa come vuole – sembra dire il decreto – d’ora in avanti tutti devono uniformarsi allo stesso metodo di gestione.” Per la verità i regimi previsti sono due:
1. affidamento dell’acquedotto a una società scelta tramite gara, vince quella che indipendentemente dalla sua formazione del capitale e la sua nazionalità, offre condizioni più vantaggiose;
2. affidamento dell’acquedotto a società di proprietà dei comuni, a condizione che la partecipazione venga allargata a un partner privato scelto tramite gara. Al privato deve essere garantita una quota di partecipazione non inferiore al 40% e l’affidamento dei compiti esecutivi.

Dunque, da un punto di vista strettamente societario, il pubblico non è ancora stato estromesso del tutto, ma da un punto di vista della gestione è stata affermata in via definitiva la logica dell’azienda privata. Quella logica da mercante secondo la quale si vende senza nessuna considerazione sociale e si scarica in tariffa ogni spesa, comprese quelle per investimenti. Tant’è le associazioni dei consumatori hanno subito lanciato l’allarme: col nuovo regime le tariffe aumenteranno mediamente del 30%. Se cresceranno anche in Toscana è difficile dirlo, probabilmente sì, ogni occasione è buona per ritoccare i prezzi. Ma in Toscana il nuovo provvedimento non modifica niente, già da anni l’acqua è gestita secondo i criteri previsti dal decreto Ronchi. Acque Spa, ad esempio, la società che gestisce l’acquedotto dell’ATO 2, area pisana, appartiene per il 55% ai vari comuni del comprensorio e per il 45% ad Abab (Acque Blu Arno Basso) a sua volta partecipata da Acea, GDF Suez, Caltagirone, Monte dei paschi di Siena. Al solito i comuni toscani sono stati i primi della classe in materia di privatizzazione, nonostante il loro colore politico.
Benché il panorama politico non lasci molti spazi all’ottimismo, anche i nostri amministratori locali potrebbero capire che è interesse di tutti fare uscire l’acqua dalla categoria dei beni a rilevanza economica come se fosse un pasticcino o una cravatta. Per questo è necessario tornare all’attacco per richiedere ai nostri comuni di dichiarare l’acqua un bene comune da gestire come diritto. Da cosa nasce cosa, la storia si può cambiare anche a partire dai piccoli passi.


DI FRANCESCO GESUALDI (CNMS)

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10 dicembre 2009

IL MOVISAT CONTROBATTE

Ringraziamo il prof Bertolini per la sua celere risposta purtroppo dobbiamo constatare che non sono state fornite risposte esaurienti alla questioni sollevate tanto meno l’Amministrazione Comunale ci ha fornito spiegazioni, pertanto riteniamo che quanto argomentato dal Consulente sia il frutto delle risposte concordate con l’Amministrazione Comunale. Per quanto sopra ci limitiamo, ripercorrendo la struttura del questionario, a sottolineare alcuni passaggi delle risposte fornite ribadendo la nostra insoddisfazione. Le sezioni 1, 2 e 4 che hanno complessivamente 18 domande indicano in 12 di queste il termine commerciale e quindi oltre che dal titolo del questionario “Implicazioni economiche, sociali ed ambientali legate alla realizzazione del Centro Commerciale a Vecchiano evidenziate sul territorio è chiaro che l’obiettivo è valutare l’unica possibilità di Centro Commerciale. L’unica sezione in cui non viene fatto espresso richiamo al Centro Commerciale è la sezione 3 che ha per titolo “evoluzione della percezione” e in tre domande ha la pretesa di individuare che cosa è cambiato negli ultimi 5 e 15 anni a livello socio-economico-territoriale-ambientale sul territorio dell’area pisana. E’ difficile capire come dalle risposte al questionario sia possibile estrapolare le possibili proposte di sviluppo dell’area così come indicato nel bando comunale e conseguentemente valutare costi e benefici delle proposte, visto che solo alla fine del questionario si richiedono le eventuali alternative al Centro Commerciale. Il prof. Bertolini ci risponde inoltre che l’approfondimento legato alla possibilità finale di indicare possibili alternative all’ipotesi del parco commerciale “è legato al fatto che ad oggi, al comune di Vecchiano, non sono pervenuti reali progetti alternativi di sviluppo dell’area: l’opzione di non procedere a nessun tipo di caratterizzazione di quell’area di territorio, rimane un’opzione legittima, frutto ovviamente di scelte politiche”. Comprendiamo bene la risposta ma il consulente ha un incarico da svolgere secondo la specifica approvata e a tale specifica si dovrebbe attenere richiamando anche il suo Committente nel rispetto di un contratto che essendo con un Ente locale risponde anche ai cittadini interessati. E per questo ci rivolgiamo all’Amministrazione comunale di Vecchiano, Sindaco in testa, che in data 9 ottobre e 2 novembre c.a, rilasciava due comunicati stampa che ci sembravano molto chiari “siamo convinti che attraverso queste consulenze saremo in grado di definire le prospettive migliori per il territorio locale” e, successivamente, “si tratta di due studi (l’altro è quello sulla viabilità) che hanno lo scopo di far individuare a questo Comune le modalità migliori per un’adeguata valorizzazione del territorio per i prossimi 15 anni”. Se dalla risposta data, il prof. Bertolini pare aver eseguito delle direttive dell’Amministrazione “non scritte” nel bando ma comunque concordate, ci sorgono spontanee alcune domande da rivolgere all’Amministrazione di Vecchiano:
- E’ vero o no che il Sindaco ci informava che “questa Amministrazione è alla ricerca di uno sviluppo del territorio che vada incontro alle esigenze e interessi dei cittadini e non di uno sviluppo appannaggio di coloro che hanno come unico obiettivo quello di speculare sulle aree agricole?”
- E’ vero o no che il Bando emanato dall’Amministrazione comunale richiedeva uno studio ampio basato su dati scientifici con l’elaborazione finale di un ventaglio di “proposte per un possibile sviluppo dell’area indicata in premessa?
- Come è possibile consultare il territorio (o area) con un questionario limitato al solo insediamento commerciale IKEA? Come è possibile che non sia possibile valutare altro sviluppo se non quello?
- E’ un caso che spuntino finalmente i soldi pubblici per lo svincolo? E’ puramente casuale che da settimane si effettuino massicci rilievi geologici sull’area?
- Se lo strumento di studio è il solo questionario che ci è stato trasmesso, con unica alternativa IKEA, non era meglio destinare il denaro per i due studi (viabilità e sviluppo) a voci di bilancio più urgenti come “istruzione” e “sociale”?
- Sarebbe stato più efficace impiegare la consultazione come strumento per ottenere le indicazioni delle prevalenti necessità della popolazione residente nel territorio interessato e non genericamente estenderlo ad un’area così ampia con problematiche e vocazioni del territorio così diverse?
Ribadiamo le evidenti incoerenze e incongruenze tra il bando comunale, l’incarico affidato al prof Bertolini e il questionario che ci è arrivato e, sottolineiamo, che, di fatto, lo studio è incentrato sulla valutazione di un’unica proposta, quando invece doveva fornire gli elementi per elaborare, in sede politica, possibili e diversi scenari di sviluppo alternativo maggiormente in linea con la vocazione del nostro territorio. Aggiungiamo che, a nostro avviso, è riduttivo pensare che un questionario di ventuno domande, di cui undici incentrate sul centro commerciale e una sola sulle possibili alternative di sviluppo economico, sia il giusto strumento per avere una visione complessiva delle potenzialità del nostro territorio in un quadro di sviluppo eco-compatibile. Attendiamo vigili ma preoccupati sulle possibili implicazioni che potrebbero scaturire in futuro.

Distinti saluti.

Firmato: MOVISAT - Movimento per la Salute, l’Ambiente e il Territorio

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LA RISPOSTA DEL PROF BERTOLINI

Con riferimento al comunicato a me pervenuto in data 25 novembre 2009, mi preme precisare quanto segue:
1. Il questionario affronta il tema dello sviluppo economico in termini ampi, visto che tutta la sezione 3 si riferisce alla percezione del territorio su tematiche ambientali, economiche e sociali e varie domande, sia in fase di introduzione che di chiusura sono di ampio respiro; si segnala inoltre la possibilità finale di indicare possibili alternative all’ipotesi parco commerciale. L’approfondimento di questa opzione è legata al fatto che ad oggi, al comune di Vecchiano, non sono pervenuti reali progetti alternativi di sviluppo dell’area: l’opzione di non procedere a nessun tipo di caratterizzazione di quell’area di territorio rimane una opzione legittima, frutto ovviamente di scelte politiche. Non avendo Movisat conoscenza della metodologia che intendo seguire per elaborare le informazioni raccolte, mi sembra alquanto pretestuoso criticarla; la metodologia è stata condivisa dall’amministrazione di Vecchiano, committente dell’incarico.
2. La scelta di ampliare la consultazione a tutto il territorio ha proprio l’obiettivo di intercettare la percezione di una area vasta su possibili insediamenti dalle conseguenze significative che non possono essere limitate a confini troppo specifici.
3. Per quanto concerne l’impatto nell’area di Migliarino, mi sembra ancora strano ipotizzare che non sarà considerato, prima ancora della presentazione del lavoro
4. Riguardo alla forma, il mancato invito formale e la mancata istruzione alla compilazione sono dovuti al fatto che ogni soggetto consultato (e ricordo che sono stati consultati soggetti istituzionali, economici, socio ambientali, cercando una corretta ponderazione tra le tre tipologie) è stato direttamente contattato al telefono, gli è stata garantita assistenza totale nella compilazione del questionario, e per quanto concerne le associazioni si è dato il tempo, compatibilmente con i tempi dell’incarico di consultare l’associazione in modo da presentare una visione il più rappresentativa possibile, anche se necessariamente di sintesi. Non è pensabile, e soprattutto non è il mio lavoro né obiettivo dell’incarico, procedere a una indagine popolare, sempre benvenuta e utile.

Distinti saluti
Francesco Bertolini

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25 novembre 2009

COMUNICATO MOVISAT ALLO STUDIO GREEN MANAAGEMENT E AL COMUNE DI VECCHIANO

Come MOVISAT, abbiamo seguito con attenzione il processo che ha portato l’Amministrazione di Vecchiano al conferimento di un incarico ad un esperto che potesse realizzare scientificamente e scrupolosamente uno “Studio sul possibile sviluppo economico dell’area lungo la S.S. Aurelia compresa tra le autostrade e la zona alberghiera di Migliarino” con le precise richieste di:
1. Realizzare un’analisi dettagliata dell’economia insediata nel territorio del comune di Vecchiano in relazione con il quadro economico dell’area pisana e regionale in generale;
2. L’analisi dovrà riportare i dati distinti per i diversi settori economici di riferimento con indicazione anche dei livelli occupazionali;
3. Un’analisi delle criticità e delle potenzialità dell’economia insediata;
4. Proposte per un possibile sviluppo dell’area indicata in premessa. Ciascuna proposta dovrà fornire indicazione dei relativi costi e benefici, in termini non solo economici.

L’incarico per lo studio è stato conferito ed ha ulteriormente dettagliato le aspettative dell’Amministrazione scandendo le fasi che lo studio medesimo dovrà prevedere:
- FASE1: analisi della situazione del territorio. Analisi dell’area in chiave ambientale, sociale, economica e di viabilità;
- FASE2: consultazione del territorio;
- FASE3: definizione delle implicazioni;

Abbiamo preso atto che l’Amministrazione ha deciso di intraprendere un percorso conoscitivo e propositivo del nostro territorio rispetto alla singola alternativa di IKEA e al suo Parco Commerciale, e abbia deciso di affidarsi ad un consulente esperto che, come è stato scritto in un comunicato stampa, verificasse le potenzialità di sviluppo dell’area lungo l’Aurelia compresa tra le autostrade e la zona alberghiera di Migliarino e sviluppasse proposte per un possibile sviluppo del comune di Vecchiano all’interno del sistema territoriale, area pisana e regione toscana in generale.
Sempre scettici, come ci hanno insegnato alcuni buoni maestri, sulla presunta neutralità della scienza, non abbiamo commentato la scelta e con una sospensione del giudizio, anche in merito a questioni più strettamente politiche, ci siamo predisposti in un’attesa positiva e generativa di possibilità, di arricchimento di punti di vista e di analisi socio – economica e ambientale.
Poi ci è pervenuto il questionario realizzato dal consulente incaricato e inviatoci dallo studio Green Management.

Vi sintetizziamo le nostre principali perplessità:

1. Il tema del questionario, “ Implicazioni economiche sociali e ambientali legate alla realizzazione del Centro commerciale a Vecchiano evidenziate sul territorio”. Rispetto ad uno studio di ampio respiro avremmo atteso una coerente “consultazione di ampio respiro” ed invece il questionario chiede solo ed insistentemente il parere su una precisa opzione di insediamento sulla quale si articolano tutte le possibili altre domande (SEZIONE 2 del questionario) volte quasi a chiedere esplicitamente “A quali condizioni accettereste il centro Commerciale?”.

2. La coerenza del tema del questionario con l’incarico. Il titolo del questionario richiama espressamente la realizzazione del Centro Commerciale, non citato peraltro nell’incarico, come se fosse l’unico possibile sviluppo ipotizzabile, pregiudicando anche l’obiettiva compilazione del questionario stesso e facendoci presupporre una consultazione monotematica;

3. La mancanza di domande ben poste sulle altre possibili alternative di sviluppo dell’area (solo l’ultima 4.8 della SEZIONE 4);

4. L’assenza di informazione su A CHI è rivolto il questionario. Abbiamo dovuto provare a dedurlo dal campo ANAGRAFICA del questionario dove c’è scritto “COMUNE/ENTE/ASSOCIAZIONE” ma è così?;

5. La scelta di ampliare la consultazione a tutta un’area territoriale. E’ corretto studiare la realtà economica del comune di Vecchiano all’interno del sistema territoriale del SEL e dell’area pisana e tutto dentro un quadro economico regionale. Però, pur se lontani dal voler agire la nota “Sindrome di Nimby”, riteniamo che debba trovare una giusta collocazione nello studio il fatto che l’insediamento del Parco commerciale IKEA impatterà più fortemente in termini di traffico, inquinamento atmosferico etc. un’area ben delimitata. In tal senso non è chiaro come questo elemento sarà calcolato nella elaborazione dei dati di una consultazione rivolta allo stesso modo a tutta l’area territoriale.

E ancora.

Riguardo alla forma, che riteniamo sia anche prepotentemente poi sostanza, avremmo voluto ricevere il questionario con:

 Un invito formale del Sindaco a compilare il questionario;
 Un elenco informativo degli altri enti/associazioni/persone fisiche che sono coinvolti nella rilevazione insieme ai loro comuni di residenza;
 Una presentazione tecnica del questionario con la chiara indicazione di: obiettivo e il perché della scelta del metodo di consultazione;
 Una chiara indicazione dei criteri che saranno utilizzati per la elaborazione dei dati raccolti (un questionario compilato da una persona, ha lo stesso peso di quello compilato da una associazione? Sarà forse calcolato anche quanti sono gli iscritti all’associazione che risponde al questionario per dare a quelle opinioni il peso corretto?);
 Una “istruzione alla compilazione” soprattutto per alcuni item che potrebbero non essere comprensibili a molti.

Come potete constatare, non sono poche le perplessità che nutriamo rispetto a questa tipologia di raccolta del parere e delle percezioni di quanti avete scelto di coinvolgere nella rilevazione e riteniamo che tutti gli elementi che abbiamo esposto contribuiscano pesantemente ad inficiare le analisi che dalla rilevazione verranno prodotte. Resteremo vigili.
Rinunciamo perciò a partecipare a questa consultazione viziata sul nascere e vogliamo ancora sperare che il questionario proposto, sia solo in buona fede, così estremamente limitato.
Ci auguriamo che stiate predisponendo reali momenti di partecipazione della cittadinanza proprio sugli esiti complessivi dello studio che, vogliamo ancora auspicare, sia capace di dare un quadro documentato delle vocazioni del territorio e offra – citiamo dal Bando dell’Amministrazione - “proposte per un possibile sviluppo dell’area indicata in premessa. Ciascuna proposta dovrà fornire indicazione dei relativi costi e benefici, in termini non solo economici”.
Riteniamo che solo a quel punto, dopo un’adeguata diffusione dei risultati dello studio sul territorio, sarà possibile richiedere un parere informato di tutti i cittadini del comune di Vecchiano sulle diverse opzioni che lo studio proporrà, magari anche con un questionario e questa volta, quello giusto che saremo lieti di compilare e magari, come una certa Sociologia fa da tempo, costruire insieme.

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COMUNICATO MOVISAT ALLA STAMPA LOCALE


Il Comune di Vecchiano ha affidato un incarico professionale al Prof. Francesco Bertolini per realizzare uno “Studio sul possibile sviluppo economico dell’area ubicata lungo la S.S. Aurelia nel territorio”. Sempre con i nostri dubbi sulla assoluta neutralità della scienza, abbiamo comunque deciso di restare in silenzio senza disturbare i lavori, sperando che fosse stato avviato un percorso di studio in grado di delineare, in modo documentato, le migliori e diverse alternative possibili di valorizzazione di questa area a ridosso del Parco di San Rossore (insediamenti di piccole imprese che operino nel settore delle energie rinnovabili, utilizzo dei terreni nella loro vocazione agricola, realizzazione di spazi culturali e sociali o di attività connesse alla promozione del Parco Naturale etc.).A fronte di queste nostre attese che ci hanno lasciato più fiduciosi che non scettici di fronte alla scelta della amministrazione di Vecchiano, ci vediamo recapitare un questionario, dallo studio Green Management, dove agli intervistati non si chiedono opinioni sulle diverse potenzialità e possibilità di sviluppo dell’area (solo l’ultima domanda di poche righe), ma gli si pongono prevalentemente domande attorno all’unico tema, parziale per uno studio che vuole essere sulle potenzialità dell’area, che è “implicazioni socio-economiche sull’ipotesi di un Centro Commerciale a Vecchiano” ed in più, quasi, a quali condizioni gli intervistati vorrebbero questo Centro. Allora qualcosa comincia ad insospettirci. Ci saremmo attesi una presentazione ufficiale o almeno una lettera di accompagnamento del questionario, con la chiarezza sugli obiettivi, sul perché è stato scelto questo metodo di consultazione e sui criteri di lettura ed interpretazione dei dati che saranno rilevati. Avremmo ancora ritenuto auspicabile una guida alla compilazione del questionario tenuto conto che molte delle domande poste sono ambigue e lasciano perciò largo spazio all’interpretazione del compilatore. Dato, questo, non irrilevante che getta già ombre sulla validità della interpretazione dei dati che emergeranno. Avremmo inoltre gradito che fosse reso pubblico l’elenco di tutti i soggetti che, oltre noi, sono stati coinvolti nella rilevazione e sapere in quale Comune risiedono. Certo, correttamente l’indagine riguarda tutta l’Area Pisana, ma un Centro commerciale di tale portata – non si dimentichi - va ad impattare direttamente (traffico, inquinamento atmosferico, ecc…) in un’area ben delimitata. Ci chiediamo allora: dove sta la coerenza del questionario con il mandato conferito al Consulente individuato dal Comune e retribuito da tutti i cittadini di Vecchiano? Tante sono perciò le domande alle quali ci piacerebbe avere una risposta. Il nostro ragionevole dubbio è che questa consultazione, con questo questionario, sia più una sorta di pseudo - referendum, travestito da sondaggio fatto da Ikea, che non di un vero e onesto “studio sul possibile sviluppo economico dell’area”. Per tutti questi motivi, come Movisat, abbiamo deciso di non compilare il questionario che è volutamente e dunque colpevolmente parziale e sommario. Tutti aspetti che inficiano da subito le analisi che il Consulente svilupperà dai dati raccolti con questo strumento. Auspichiamo ancora, speriamo non da ingenui illusi, che alla fine lo studio proponga il ventaglio di alternative possibili che ancora aspettiamo. Restiamo ancora di più vigili sugli esiti dello studio e sulle scelte che saranno proposte per il nostro territorio, pronti a difendere quelli che riteniamo prima di tutto essere gli interessi intoccabili di collettività e vivibilità della nostra preziosa comunità.

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  © MOVISAT by SC 2007

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